NUOVO BLOG!!
E’ ufficiale.. Da oggi mi trovate su:
E’ arrivato il momento di lasciare questo isolotto, che causa cattiva gestione sta sprofondando rapidamente.
Uomini pensosi, calcolanti, ragionosi.. Impegnatissimi per vincere.. Un quarto d’ora per buttare una carta.. Per poi perdere la bella con 59 punti! Hi hi hi..
Meno 3 ore e poi FERIE!!
Mai desiderate così tanto.. Poter dormire la mattina, poter non pensare ad Access violation durante il giorno. L’unica cosa che mi mancherà dell’ufficio? L’aria condizionata..
Se ci penso..
L’anno scorso il 15 marzo mi son laureata. E già qualche giorno prima avevo iniziato il famoso corso finanziato dalla regione. Otto ore al giorno di lezione e stage compreso a fine corso. Ho iniziato a lavorare all’ABS (gratis!) a fine maggio. Solo a fine luglio hanno iniziato a pagarmi una miseria (400 Euri/mese) come rimborso spese. Ma già, è il primo lavoro e non chiedevo di più se non iniziare da qualche parte. Quando ho visto che comunque non c’era possibilità di esser pagata decentemente fino a dicembre (e grazie a qualche amico che mi ha spronato) ho iniziato a mandare i primi curriculum a software house (era sempre stato il mio piccolo sogno) a Verona e dintorni. Prima dell’estate, prima trance di curriculum: ne ho spediti 5. Passa agosto, in cui mi sono fatta BEN 3 giorni di ferie.. E l’orario dell’ufficio era 9-13 e 15.30-19.30. Massacrante.

<< Lorenzo Cesa prima esprime l’amarezza per lo scandalo di Cosimo Mele, e poi lancia una proposta che solleva un polverone. Il segretario dell’Udc, dopo le dimissioni del suo collega, apre una riflessione sulle difficoltà dei parlamentari ad avere una vita familiare tranquilla e azzarda una soluzione: "Bisognerebbe dare di più al parlamentare e consentire il ricongiungimento familiare". Altro che tagli alla politica. >>
Sono nati questa mattina alle 10.30!!

La maledizione dell’impiegato: sole il lunedì, pioggia nel weekend
E’ mercoledì e c’è un bel sole. Lo stesso giovedì, non una nuvola all’orizzonte. Arriva venerdì e il cielo comincia ad incupirsi, il sole appare e scompare, le nuvole si ammucchiano. Sabato piove. Il meteo vira al bello solo dal pomeriggio di domenica, ma, a questo punto, il weekend è andato: fatti tutti i conti, il tempo migliore ci sarà lunedì e martedì, quando siamo chiusi in ufficio.
In fondo al cuore – e sulla base di una lunga esperienza – abbiamo sempre saputo che la nuvola di Fantozzi, la maledizione dell’impiegato, che si nasconde durante la settimana e riappare nei giorni di festa, esiste davvero. Ma non ci volevamo credere. Invece aveva ragione Paolo Villaggio: la nuvola c’è e gli scienziati l’hanno trovata. Anche se, in paesi all’oscuro della saggezza di Villaggio, invece di "Ben nota nuvola di Fantozzi", l’hanno chiamata "Inaspettata periodicità settimanale delle variabili climatologiche".
Nulla di strano, visto che l’esposizione al sole segue lo stesso ritmo, diminuendo costantemente fino al sabato, quando la giornata si chiude con un quarto d’ora di sole in meno rispetto a martedì. E perché c’è meno sole? Perché ci sono più nuvole: il cielo più azzurro è, infatti, quello del martedì, il più grigio quello del sabato.
Ma, poiché sono nuvole di Fantozzi, non si limitano ad oscurare il sole. Rovesciano acqua. Il minimo delle precipitazioni c’è il lunedì e il massimo – come avete indovinato – è il sabato.
La natura non conosce settimane. Le abbiamo inventate noi. Ma questo vuol dire che siamo stati noi anche a creare la nuvola di Fantozzi.
Il normale ritmo del traffico urbano, dell’attività lavorativa comporta un progressivo accumulo di polveri sottili nelle zone basse dell’atmosfera nel corso della settimana. Queste polveri schermano sempre di più la luce del sole. Contemporaneamente, forniscono i nuclei intorno ai quali si condensa l’umidità per formare le nuvole.
La spiegazione, che i ricercatori Baeumer e Vogel, per ora, si limitano ad ipotizzare, è che i fenomeni innescati dall’inquinamento e dalle polveri sottili nelle città si intreccino e si colleghino con le dinamiche atmosferiche a più largo raggio, coinvolgendo aree molto vaste.
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